domenica 22 maggio 2016

FOGLIE MORTE

Sul gradino di un marciapiede rotto,
usurato, scalfito dal tempo e dalle incurie,
siede un bambino assorto,
con un pezzo di pane tra le mani
e gli occhi fissi al suo domani.
Sorride strano con quei suoi dentini,
e guarda dal basso del suo posto
la gente che passa di corsa
sentendo le loro pelli addosso.
Se ti avvicini e cerchi di carezzarlo,
lievemente sulla sua testa nera di capelli
si scansa violentemente e paurosamente
come fa un cane quando dai padroni
è stato sempre bastonato perennemente.
Gli cedi allora una monetina, perchè
è di quella che è in attesa da stamani,
la prende, la lucida con gli stracci indosso,
sorride e poi di colpo la fa sparire
dentro una tasca, l'unica cucita.
Passano auto, motori a tutta birra,
il mondo non si ferma certo
a dar visione a questo bambino in basso,
ma ho tolto lo sguardo un attimo
per vedere il cielo, forse piove,
e di quel bambino niente è rimasto,
solo foglie morte di un vicino ottobre.
Roberto Busembai (errebi)

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