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sabato 20 maggio 2023

GLI ANGELI DEL FANGO


Eppure non sembra vero

ma gli angeli del cielo

sono caduti a terra,

così, come tanta è la pioggia

che incessantemente ha inondato,

eppure nessuno ci credeva

che esistessero davvero

eppure eccoli qui

vestiti tutti di rosa

a sollevare nel bisogno

quello che si deve fare.

Eppure non sembra vero

che quelli che sono sempre

vicini al nostro fianco

e non li consideriamo

adesso eccoli pronti

a darti una mano.

Sono angeli senza ali

dimenticati e derisi,

sono quelli che silenti

hanno più ali e cuore

dei tanti fracassoni

boriosi e pure narcisi.

Eppure non sembra vero

ma gli angeli del cielo

sono caduti a terra

per il nostro bene!


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: By Lennard Kok

domenica 9 aprile 2023

E' SORTO


E' sorto dietro quel mistero

un frutto di pace nuovo

ma ancora non si sente

delle campane il suo

dolce canto

e primavera invade nonostante

e fiori emanano i profumi,

vorrei che fosse sempre Pasqua

con le luci a illuminare

quei crudi cuori

che nel sepolcro vivono

senza aver sofferto amore.

E' sorto dietro quel mistero

il desiderio che porta nel suo nome

ma ancora non si riesce

a nominare senza avere

la bocca pulita

e il palato fresco,

e vive nonostante

portandosi il senso della croce

che credeva dimenticato.

E' sorto dietro quel mistero

un grido nuovo e solitario

e nella luce e nella speranza

c'è sempre un piccolo seme

che vige e aspetta

il tempo giusto per sfiorire.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: The Resurrection of Christ, by Giovanni Buonconsiglio

domenica 27 marzo 2022

PER LA PACE


VOGLIO FARMI PROMOTORE DI UN'INIZIATIVA CHE TENDA A SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA VERSO LA PACE.

Noi non abbiamo voce in capitolo, ma possiamo far sentire il nostro pensiero con un "mezzo" grande e mondiale che è il "social" per cui vorrei che tutti coloro che sono per LA PACE, da oggi e per una settimana condividessero e promuovessero questa immagine sulle loro bacheche, sulle loro pagine, sui loro social. Questa mia personale bandiera è volutamente semplice, elementare, naturale perchè la PACE è semplice naturale e elementare che debba esistere, è un'immagine dai colori quasi sbiaditi, usurati, consumati, perchè la PACE è sofferta, voluta ardita, creduta, pensata, urlata, desiderata, ambita.....

Condividete questa immagine per una settimana e promuovetela, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE IN TUTTO IL MONDO.

Rpberto Busembai (errebi)

Immagine Errebi

lunedì 21 febbraio 2022

UN IMPROVVISO COLPO DI VENTO


“Nonna, nonna chi è questa?”

Fu la richiesta del mio nipotino, mentre sfogliava vecchie fotografie

“ Quella con il cappellino? Era una mia carissima amica:”

“ No nonna, questa....”

E mi avvicinò la foto perchè potessi ben vedere......

Anni '70

Padova

Facoltà di Psicologia

Dovevo sostenere un esame di “Evolutiva” ma il professore che doveva esaminarmi, la sera prima era stato “gambizzato” con due colpi di pistola da un gruppo estremista, e così mi ritrovai in quel corridoio della facoltà, con una copia di un volantino in cui si rivendicava il fatto da parte di un sovversivo movimento estremista, uno dei tanti che in quel periodo “detto di piombo” invadevano il mondo scolastico e non, io e la mia carissima amica Tosca, che anche lei avrebbe dovuto sostenere lo stesso esame.

Venivamo da un paesino del centro Toscana, non ci potevamo permettere di frequentare e alloggiare a Padova, io al tempo già lavoravo per sostenere un gramo bilancio familiare e usufruivo dei permessi retribuiti , le famose 150 ore, che lo Stato riconosceva al datore di lavoro per gli studenti, la mia amica invece per grossi problemi familiari era costretta a non allontanarsi più di tanto. Avevamo un tramite, una persona che ci informava e curava le problematiche di segreteria, un'amica di un'amica di Tosca, Anna, si chiamava, che abitava a Padova. Anna era una ragazza attiva e dinamica, era sostenitrice di un movimento studentesco e comunque ho sempre pensato che lo facesse più per amore che per pura convinzione, il suo compagno era un attivista di un partito politico e tutti e due erano davvero impegnati in tal senso, infatti questo volantino che ci trovavamo tra le mani ce lo aveva dato proprio lei.

“ E adesso che si fa?” mi chiese umile Tosca

“ Potremmo andare direttamente a Bologna!”

Bologna era la nostra meta d'uopo, il trade union tra la Toscana e il Veneto, perchè a Bologna abitava una anziana zia di Tosca e quando sapeva di noi che andavamo a Padova, felicemente ci ospitava per una notte. La zia Maria, un'anziana e vivace signora, lavorava come inserviente presso una nobile famiglia Bolognese e questo lavoro a mio parere lo faceva più per svagare la mente che per un fattore economico, aveva da pochi anni perduto il marito e il ritrovarsi sola era la cosa che la faceva soffrire di più, ecco perchè la permanenza di noi le recava davvero felicità immane. Persone in casa con cui confidarsi e parlare e per lo più giovani.

“ Si, hai ragione” mi rispose Tosca “ ma l'aria che si respira qui a Padova, credo che sia la stessa anche a Bologna. Poi la zia Maria non è a casa fino a sera e ci troveremo a giro per la città e penso che non ne valga la pena.”

Aveva ragione Tosca, l'aria che si respirava in queste città universitarie era davvero pericolosa e nervosa, c'era sempre una comizio, un corteo, una sommossa, una rivendicazione, uno sciopero e non mancavano purtroppo atti di vandalismo e di terrorismo, un lancio di bottiglia molotov o addirittura spari di pistole potevano essere all'ordine del giorno.

“ Sai cosa facciamo?!” furono le mie parole gettate con impeto e gioia “ Ci godiamo questo giorno e andiamo a Venezia, con il treno in meno di un'ora ci siamo!”

Si viveva un periodo particolare e pericoloso, ma l'incoscienza giovanile non ci faceva preoccupare più di tanto e improvvisamente, il professore “gambizzato”, i movimenti studenteschi, l'esame saltato erano problemi dimenticati.

Venezia quel giorno era un incanto, era una giornata plumbea, un febbraio comunque non molto freddo, e una vasta e densa coltre di nebbia aveva invaso la città lagunare, il fascino delle case che parevano esse isole in un fantastico mondo fiabesco, ponti che si intravedevano soltanto alla vicinanza di pochi passi, il tutto dava un incantevole senso di mistero da favola.

Appena scese dalla stazione ci incamminammo a braccetto, ridendo e chiacchierando del più e del meno, della nostra avventura odierna, di quel piccolo amore segreto che nessuno aveva mai svelato, nemmeno all'interessato, alle nostre aspirazioni, alle nostre preferenze su un vestito o un paio di scarpe che poi non ci potevamo neppure permettere di comprare, ma il pensarlo già ci faceva sentire “signore”.

Stavamo attraversando il Ponte degli Scalzi, il primo vicino alla stazione, quando distrattamente, presa dal parlare e ridere con Tosca, mi scontrai con un ragazzo appoggiato alla balaustra del ponte intento a fotografare.

“Scusi, ero davvero distratta, mi scusi”

“ Niente, signorina, non è successo niente”

“ Ci scusi di nuovo” e ci allontanammo, riprendendoci a braccetto e guardandoci dirette negli occhi, scambiandoci così silenziosamente un reciproco messaggio “ Però che bel ragazzo”....e attaccammo di nuovo a ridere.

Eravamo quasi alla base dell'altra parte del ponte quando ci sentimmo chiamare:

“ Signorine, signorine scusate?”

Era quel solito giovane fotografo

“Dice a noi?” chiese Tosca

“ Si si aspettate.” E si avvicinò a noi, poi rivolto verso di me:

“ Posso farle una foto?”

Provai un grosso imbarazzo e non mi venne che dire:

“ A me?”

“Si, ha un bellissimo volto, posso fotografarla?”

Guardai stupita Tosca e questa:

“ Ma si dai!” Mi prese per mano e mi accompagnò al centro del ponte e mi avvicinò alla balaustra rivolta al canale in direzione del centro città.

“Ha visto la sua amica ha capito subito!”

Lo scatto arrivò mentre un improvviso colpo di vento mi colpì sul viso.

Si chiamava Luigi quel giovane ragazzo ed è da cinque anni che un maledetto male me lo ha rapito per sempre.

“ Nonnaaaaa???” era il grido d'attenzione del mio nipote

“ Ah, si......quella era una giovane ragazza che aveva un sogno di vita, la stessa che ho vissuto io.”

“ Ma no, questa è brutta, te sei più bella nonna!” e scappò via rapito da una sigla musicale di un cartone animato in televisione.


Roberto Busembai (errebi)


Disegno Laura Lauri

venerdì 31 dicembre 2021

BUON ANNO AMICI


All'alba di un nuovo anno, pare che tutto cambi e tutto sia diverso, o almeno lo si spera tanto, ma certamente niente avrà quel risultato, e forse è giusto che così sia lo scorrere della vita, certo vorremmo qualche cosa di più meno doloroso, un giusto ed equo alimento monetario, un vivido e libero respirare meglio e quel naturale senso dell'amore che forse, al momento, ci sta mancando tanto. E ci auguriamo allora reciprocamente che tutto questo prenda davvero il sopravvento, e lo facciamo con il più assoluto sentimento, sapendo tuttavia che il risultato non sarà poi così eclatante, ma la speranza, quella parola che adesso ancor di più ha la sua notevole sostanza, ebbene essa non può e non deve mai mancare. Saranno giorni e notti come sempre, saranno giorni sereni con un sole caldo e altri un poco nuvolosi, saranno notti con la luna piena e purtroppo anche quelle dove pare che anche le stelle cessino di brillare, saranno scambi di parole e gesti d'amore e pure lacrime sulle guance e forse anche forte dolore, saranno baci misti a carezze dolci ma anche schiaffi nel morale e parole contro, saranno giorni e notti da salute piena e pure li stessi ma di naturale o assurda malattia.

E allora cosa rimane a me, umile umano come voi tutti quanti, che possa donarvi perchè tutto sia migliore davvero? Rimane augurarvi con sincero affetto che questo anno che sta quasi alzando il primo sole, possa davvero donarci tutta la forza di una speranza senza limitazioni, che sia per ognuno di noi lo scorrere naturale e senza infrangimento, dolore e gioia, amore e odio correranno sempre insieme, ma si accetteranno o si combatteranno con la speranza della salute e dell'amore insito. Amici, chiunque siate e ovunque vi troviate, che il mio messaggio sia per voi l'augurio che volevate sentire, fatene uso del meglio che vi pare e non sciupate quel pizzicore che nel cuore vi fa tremare e una lacrima abbandonare sul solco delle guance ancora vive all'anno nuovo che arriva.

Auguri a tutti quanti, e a tutti quelli che non sono presenti.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: David Grossman - Stained Glass Sky

venerdì 24 dicembre 2021

BUON NATALE AMICI CARISSIMI


Non posso negare che la mano è titubante nello scrivere, del resto è condizionata dalla mente e questa, appunto, vaga e rimbalza, come una pallina di flipper, sospinta non da impulsi elettronici ma da attimi emozionali di dubbio, incertezza, paura, fobia, delusione, rancore, e tanta tanta rabbia. La speranza di questi giorni, la luce di rinascita del Natale, il calore dei dolci sentimenti, la volontà stessa del volersi bene, della riconoscenza altrui e del sapere amare e rispettare posizionano, stagnanti, in un angolo buio e seminascosto del cuore. La mano ancora tentenna a scrivere gioia e stupore, la mente non vuole parlare di male, non vuole esaltare il dolore, la mano e la mente si estraniano forzatamente, ma è giusto e pure normale, non fingere, ma fortemente sperare.

Voglio farvi con tutto il mio umile cuore, con tutta la mia umile forza di vita, con tutto me stesso gli auguri di un sereno Natale, che non sia di luci e colori, di dolci e sapori, di cori e di canzoni, ma nasca dentro, singolarmente, in voi, quella vera, fresca e limpida luce da farvi star bene e poterla anche donare, perchè quello è davvero Natale, e che ognuno possa nel loro silenzio e nel loro intimo sospirare, avere un pensiero grandioso a chi in questo momento non possa gustare nemmeno la luce e l'aria del giorno.

Buon Natale amici carissimi e devoti.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Michelangelo Buonarroti – Tondo Doni – Sacra famiglia (particolare del Bambino Gesù)

sabato 3 aprile 2021

BUONA PASQUA A TUTTI

 


Bastano soltanto poche gesta, un soffio di fiato dato con il cuore, un abbraccio che coinvolga un insieme di persone, bastano soltanto pochissime parole, un augurio di pace, un saluto sorridente, un semplice e naturale sorriso a entusiasmare ed ecco che la festa si rinnova e si accende, ecco che la speranza riprende il suo cammino, ecco che la vita assume il suo vero senso, ecco e allora dico, a tutti voi amici e non amici, conosciuti e conoscenti, sconosciuti e apparenti, Buona Pasqua di resurrezione, della Sua, (il Cristo) e della Nostra ( dalla pandemia). 

TANTI AUGURI.

Roberto Busembai (errebi)

Disegno Errebi

sabato 20 febbraio 2021

UNO SCHIZZO


Con solo una grafite,

nero carbone polveroso,

lascio la traccia di un disegno,

abbozzo, schizzo sopra un muro,

viene spontanea la linea quasi tratteggiata,

scanalature del supporto

spostano e corrodono la mina,

sono tracce di nero abbozzato,

sensazioni del momento,

un libero sfogo di scrittura,

disegno non curato.

Con solo una grafite

e una voglia nel cuore

disegno sopra un muro grigio,

dalle molte screpolature,

questo presente incerto

nella speranza di lasciare

un sogno a chi passando,

sotto la mascherina,

abbia da sorridere

come un fare naturale.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web

venerdì 19 febbraio 2021

SENTO IL SILENZIO


Sento il silenzio

che urla

richiamo la notte

a placare il rumore,

sono note stonate

gridi isterici,

fagiani in volo,

fiumi di acque correnti,

sento il silenzio

che dice

parole già usate

corrose, usurate,

polveri rosse

di ruggine brasa,

la voce si placa

e la notte avanza.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Cathedral of Selime – Photo by Jean & Nathalie

lunedì 2 novembre 2020

2 NOVEMBRE 1975


Non hanno mai considerato

la tua grande intelligenza

perchè offuscata

da borghesi e provinciali

ma, se e però,

la verità è calpestata dalla violenza

e ancora, oggi, in questo momento

ogni qualsiasi insignificante

gallina può creare un pollaio

per fomentare odio

l'uno contro l'altro.

L'uomo è qualunquista

e te hai pagato con la vita

perchè conoscevi l'altra

intrinseca e spaventosa parola,

che lo identifica.


Roberto Busembai (errebi)


Immagine web: Pier Paolo Pasolini

domenica 2 agosto 2020

2 AGOSTO 1980

E' rimasta una lancetta
curva, incerta, su un minuto
da trascorrere
e quel minuto lei non lo sapeva
sarebbe durato ore
anzi anni,
anzi eternamente.
E' rimasto un minuto
incerto nel tempo
come una lacerazione
che lo ha segnato
nel momento.
E' rimasto un secondo
sospeso nel niente e nel baratro
di un momento.

Roberto Busembai

Immagine web......NON SERVONO IMMAGINI

sabato 23 novembre 2019

GIACOMO SERPOTTA MAESTRO DELLO STUCCO BAROCCO - PALERMO




Giacomo Serpotta nacque a Palermo nel lontano 1656 e nonostante qualcuno avesse avuto sentore di dire che aveva studiato a Roma , allora patria del Barocco michelangiolesco, berniniano e borrominiano , diversamente non uscì mai dalla sua terra natia, e si può davvero osare dire che fu un grande autodidatta che imparò dal padre Gaspare anch'egli stuccatore nel quartiere Kalsa di Palermo, e comunque non tutti i segreti del mestiere in quanto il padre morì quando Giacomo aveva ancora tredici anni , ma sicuramente dalle varie botteghe artigianali che al tempo invadevano la città seppe prendere il meglio. Avrà sicuramente osservato gli artigiani dal vivo che plasmavano calce e polvere di marmo, si sarà avvalso certamente dei suoi predecessori Antonio Ferrarto e Vincenzo Gagini, e pure dalla diffusione di incisioni di altri artisti che sbarcavano i loro lavori nella prosperosa Palermo. E da questi sicuramente avrà appreso il fascino e la delicatezza, la precisione e la meraviglia nel disegno, arte che lui seppe più di ogni altra cosa esercitare e che fu il suo fortunoso mezzo per creare e decorare, stuccare e fare scultura. Pare che uno dei suoi primi lavori commissionatogli, fu un enorme statua equestre in onore di Carlo II che doveva ergersi a Messina di cui rimane il bozzetto al Museo Nazionale di Trapani. 


Ma il popolo Palermitano seppe riconoscere in lui il grande artista tanto che le sue opere sono diffuse e ben custodite in varie parti e chiese della capitale siciliana. Voglio soffermarmi a una di queste, l'intero Oratorio di Santa Cita costruito appunto nel 1680. E' un'opera a dir poco monumentale da far naturalmente considerare il Maestro uno dei più grandi interpreti dello stucco barocco. Sulla parete in fondo all'Oratorio è rappresentata la Battaglia di Lepanto, mentre in altri lochi da considerarsi quasi come piccoli "teatrini" sono raffigurati i Misteri del Rosario, mentre le grandi finestre sono contornate da allegorie di statue, putti e ghirlande che assumono rilievo e meno a seconda della posizione della luce.
Palermo è invasa da queste opere di stucco barocco, sempre del Serpotta, cui vale la pena nominare l'Oratorio di San Lorenzo con rappresentato il suo martirio sulla grata, l'oratorio del Rosario di S. Domenico , in S.Francesco d'Assisi e per finire gli ultimi suoi lavori prima di morire in S. Agostino.

Roberto Busembai (errebi)
Immagini web: Particolari dell'Oratorio di Santa Cita e scultura del Maestro Giacomo Serpotta.

venerdì 22 novembre 2019

DALLAS 22 NOVEMBRE 1963 l'ASSASSINIO DEL PRESIDENTE AMERICANO J.F.KENNEDY


Ho soltanto flash emozionali , flash che un bambino di appena 8 anni può avere avuto in quei lontani anni 60, un bambino che appena si era avvicinato alla conoscenza della televisione e ne era rimasto incantato, un bambino che non conosceva altro che il suo nido familiare, anche se già sofferto e sudato, ma che non andava oltre che alcune fiabe e le prime nozioni scolastiche del saper scrivere e leggere. Ho soltanto questi due flash che mi colpirono nel cuore, un presidente di un grande stato che allegramente viaggiava nella sua auto presidenziale a spasso per le vie di un'altra importante città americana, una scena che mi colpì per l'allegria delle persone che accoglievano il suo sorriso e la sua benevola familiarità, un personaggio che doveva essere certamente molto importante e famoso e al tempo stesso molto amato e stimato o così a me sembrava e ne rimanevo incantato.
Giorni dopo un'altra immagine, quella di un bambino, un poco più piccolo di me che con un semplice e innocente gesto militare saluta la salma di quel padre tanto famoso a cui tutti sembrava volessero bene e che invece era stato ucciso proprio il giorno che io lo pensavo immensamente fortunato.
Non occorre che dia spiegazioni storiche, quello che mi è rimasto quel giorno è soltanto un ricordo d'amore e d'amore schiacciato, strappato, lacerato.....e questa sensazione non l'ho più persa quale sia poi stato il pensiero e la politica di quel presidente americano.....e ancora oggi io lo devo e voglio salutare con un semplice, innocente, saluto militare.
Roberto Busembai (errebi)
Immagini web

PIAZZA PRETORIA (PIAZZA DELLA VERGOGNA) E DISCESA DEI GIUDICI A PALERMO


Sono tantissime le leggende che avvolgono questa fantastica città, alcune derivate magari da fatti realmente accaduti, altre sommariamente inventate, ma tutte hanno un fascino e un colore di vissuto umano e sociale che fa capire quanto il popolo nostro sia ben integrato nella storia che lo ha sempre preceduto. Detto ciò non posso certo annoverarvi tutte queste fantasticherie, ma ho scelto per voi queste due legate a luoghi esistenti e ancora appartenenti, bene o male, a queste “leggende popolari”, luoghi che ancora resistono ai tempi e lasciano un senso di vissuto e di vivo che impreziosiscono ancora di più il valore di questa Palermo.
Piazza Pretoria o meglio conosciuta Piazza della Vergogna.
Nel lontano 1554, un certo Don Luigi Toledo commissionò a Francesco Camilliani una gigantesca e spettacolare fontana che adornò così il suo giardino della villa tenutaria a Firenze. Morto il Toledo, il figlio si volle sbarazzare di questa monumentale costruzione mettendola all'asta e dove il Senato palermitano vinse. Potete immaginare quanto fu impresa non facile il trasporto di questo enorme ammasso di statue, enormi vasche marmoree, scalinate con parapetti ecc.....eppure il tutto fu ben imballato e smontato, che la storia narra siano stati circa 644 pezzi! Partirono per via mare e già ancora prima di arrivare era scelta la dimora, una piazza dove per installarla erano state pure abbattute delle case.
Ma la fontana, bella, grande e laboriosa non ebbe il suo fascino nel popolo, tutt'altro, bisogna pensare che si parla del 1600 e la gente non amava certo tutto quel libertinaggio di figure nude, di seni all'aria, di sinuose figure e di membri maschili che con ostentazione erano messi in bella vista. E nacquero così le ire, lo sdegno popolare, e con il passare del tempo maturavano anche dicerie e leggende su questo luogo che nessuno voleva più attraversare, e se costretti si teneva il volto riparato o la testa china per non vedere, alcune leggende parlano pure che le suore di un convento vicino abbiano addirittura danneggiato alcune statue per l'offesa di quella libera sfacciataggine e affronto delle nudità.
Poi i tempi sono cambiati, ora nessuno più si meraviglia o si scandalizza a un seno nudo o a un corpo maschile, tanto che la piazza è divenuta un centro turistico, perchè effettivamente il tutto è davvero un capolavoro artistico monumentale e scultoreo non indifferente! Ma la piazza ancora è conosciuta ….della Vergogna!
La Discesa dei Giudici
C'è in città una via che porta proprio questo nome e su questa dicitura sono state fatte molte supposizioni e inventate storie, una di queste che ho raccolto ve la propongo.
Ai tempi di Carlo V imperatore , a Palermo morì una grande dama che lasciò orfano un piccolo bambino in tenera età, dal dolore, anche il ricco e nobile padre perse la vita per una improvvisa e grave malattia, ma prima di andarsene tutelò il figlio ad un abate, lasciandolo fiduciario delle sue ricchezze . Il piccolo fu allora affidato ad una balia che però dopo un po di tempo non vide più l'abate e non ricevette nemmeno un soldo per il mantenimento del bambino, come aveva pattuito.
Il bambino fu cresciuto ugualmente e appena raggiunta la maggiore età andò a lavorare presso un fabbro che si affezionò al ragazzo di cui venne a sapere la sua particolare storia.
Fu così tanto colpito da quei fatti che volle andare dai giudici e chiedere giustizia per il suo garzone, ma i giudici erano stati ben pagati dall'abate, che emisero una sentenza sfavorevole per il querelante. Sempre più adirato, non si dette per vinto, e si recò persino in Spagna alla presenza del sovrano Carlo V.
L'imperatore decise di travestirsi e di rendersi conto da se, andando in Sicilia, di come veniva amministrata la giustizia nei suoi luoghi, e nel frattempo chiese anche al fabbro che si appellasse contro la sentenza.
Si arrivò così a un nuovo processo, dove in incognita, presenziava il sovrano, ma naturalmente anche stavolta l'esito fu sfavorevole, ma Carlo V allora non resistendo si alzò e pronunciò le testuali parole. “Si faccia veramente giustizia, una volta tanto!” I giudici fecero subito arrestare quel disturbatore, ma egli si fece subito riconoscere mostrando il Toson d'oro. L'abate fu imprigionato e finì i suoi giorni in prigione mentre i giudici furono tutti condannati a morte.
Legati a una coda di cavallo, furono così trascinati per quella suddetta via per essere poi scorticati vivi e bruciati in piazza della Marina.
Con la loro pelle, su ordine dell'imperatore, furono fatti i sedili per i nuovi giudici, così che questi avessero sempre presente il loro destino qualora si facessero corrompere.
Roberto Busembai (errebi)
Immagini web : Scorcio della Discesa dei Giudici e la fontana in Piazza Pretoria

domenica 3 novembre 2019

QUANDO UN SOGNO DIVENTA POESIA
















































Sotto un cielo cupo e piovoso, sotto le ultime e non certo meno importanti scene e sotto gli ultimi disegni si chiude una manifestazione, un evento che ha raggiunto livelli davvero impressionanti, soprattutto da parte di una quantità enorme di pubblico, che non è voluto mancare in questi giorni a visitare, gioire e godere del mondo dei fumetti e dei games.
Stand enormi, piccole tende, ogni cinema, teatro, sale di convegno, palazzi, piazze all'aperto, vicoli e grandi strade sono stati il palcoscenico per il trascorrere della visione di un mondo dove la fantasia pare sfiori davvero la realtà. E non voglio enunciare i successi editoriali, i disegnatori, gli sceneggiatori, i fumettisti, e comunque i facenti parte di questa meravigliosa carrellata di personaggi “fantastici” che invadono le nostre menti e occhi già da bambini, ma che si evolvono e hanno ancora un valore più intrinseco in età adulta.
Ma lo spettacolo vero e proprio, il fascino e la sublime libertà che si raggiunge e si prova davvero, è dato dalle migliaia di COSPLAYER, che con le loro performance, con i loro trucchi e colori sulla pelle, con i loro meticolosi e perfetti costumi, con il loro, e questo va sottolineato, sorriso e piena disponibilità, invadono e camminano per la città intera che nella sua feudalità artistica fa da perfetto scenario. E tutti coloro, grandi, piccoli e anziani che si trovano ad attraversare e passeggiare in questo scenario, non possono che davvero provare una liberazione di animo da non potere davvero poi descrivere. Si vive in un sogno, i problemi terreni, di tutti i giorni, quelli che ci assillano e ci turbano l'esistenza, in questo attraversare e lasciarsi andare tra questi personaggi non ha eguali, tutto è libertà, comunicazione, spensieratezza, gaiezza, e tutto si materializza come naturale, uno Spiderman o Paperino, un mostro spaziale o un cavaliere feudale, una regina o un folletto sono i nostri effettivi compagni di questo meraviglioso viaggio. E allora davvero possiamo dire che LUCCA COMICS & GAMES ha davvero stravolto e superato ogni aspettativa.....”un sogno diventa davvero poesia”.....e le quasi trecentomila persone in 5 giorni lo testimoniano alla grande.

Roberto Busembai (errebi)
Immagini ERREBI

SUI TUOI PROPRI PASSI

E quel respiro forte, chiaro ed emozionato, quel risolino acceso, brioso e spensierato, ritornano sui tuoi propri passi, come una primavera ...