Pur le parole, le antiche convinzioni,
le promesse vane, i soliti compianti,
pur le rimembranze e convenevoli
alla pari,
pur loro si disintegrano
in un primo maggio
portandosi dietro il mancato rispetto
di un vero lavoratore
morto nel dovere
di sfamare quella tanto acclamata
famiglia
che si riconosce solo
quando da lei si pretende un voto.
E muri e sassi e calcine
e motori e macchinari
non sono armi di produzione
ma bombe per minare
chi usarle sa per il bene
ma gli ritornano addosso
come ordigni letali.
Tutto fa maceria
per seppellire
e con la polvere
e le schegge
si dimenticano
le anime disperse.
E da domani, ora e sempre,
è già il due maggio
e non ci ricorderemo più niente!
Roberto Busembai (errebi)
Photo by Errebi (Roberto Busembai)
