mercoledì 8 maggio 2019

DIALOGO

“Beato te”,
disse la panchina
all'albero vicino:
“Beato te che da lassù
vedi tutto il mondo”.
“Hai ragione”
rispose l'albero
appresso alla panchina,
“da qui posso ammirare
i prati le valli e pure le montagne,
ma credimi che non
tutto è bello quello che vedo,
da molto tempo
per esempio
vedo l'uomo sempre in fretta
e pieno di tormento,
combattere su ogni cosa
e pure arrecarsi danno e morte
per un qualche, altra cosa”.
“Su questo hai ragione”,
rispose la panchina,
“anch'io, da spesso,
non ho più chi mi fa compagnia,
colui o colei che si posa,
un tempo lo faceva per riposo,
o per avere appresso compagnia,
ora è con un qualcosa tra le mani
che silenzioso gli dice cose o fa
vederne altre strane,
se poi qualcuno s'avvicina
è ha questa uguale e non parlano
mai insieme”.
“Sai cosa mi consola?”,
Ribadì l'albero dall'alto dei
suoi rami,
“che in inverno, quando il
mio corpo riposa
e le foglie sono ormai svanite,
un pettirosso sui miei rami
si posa e mi canta
quello che il Signore gli ha insegnato”.
“Io sono allora più fortunato”,
rispose la panchina,
“ogni giorno che sia estate
o inverno freddo
viene a posarsi un anziano signore,
che guardando verso l'orizzonte
pensa e vaga con la mente
e nel silenzio non puoi immaginare
quante cose mi racconta”.

Roberto Busembai (errebi)
Immagine ERREBI

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