domenica 24 aprile 2016

ARCO E FRECCE

Ho preso arco e frecce,
da un distratto amorino alato,
per trafiggere deciso
il cuore di chi non mi ha mai amato.
Ho preso la mira con fermezza,
sono salito sopra il monte alto
e poi con sicurezza
ho scoccato la freccia nel costato.
Il sangue non ne sgorga
da questa ferita inferta,
aspetto che si degni
di vedermi in fretta
e possa finalmente
con questa congettura
far che lei mi ami a dismisura.                
Ma tutto non riesce
come vorremo fosse
e quella freccia chissà
dove è andata a parare,
vorrei che mi amasse
ma mi ha lasciato stare
e guardo il suo andar via
ridonando all'amorino distratto
l'arco, le frecce e il mio ritratto.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine: Isidoro Bianchi, Cupido dormiente con arco e frecce

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