giovedì 31 gennaio 2019

FORREST GUMP

Dalla pagina FB "CIAK SI GIRA"
Lo so che commento sempre film scontati, ma oggi non posso resistere da non parlare di questo film per me basilare per la conoscenza della letteratura e del cinema in se stesso, è anche vero che lo andai a vedere perchè già mi aveva attratto e stupito il libro e vi giuro che andai a vederlo con tutte le premeditazioni del caso, solitamente dopo la lettura il film appare sempre scadente o comunque con propriamente preciso per le nostre immaginazioni, quando leggiamo nel nostro subconscio si schematizzano certi personaggi e situazioni che ne facciamo l'interpretazione di ciò che leggiamo e una volta che andiamo a scrutare in immagini quello che altri hanno nel loro subconscio, solitamente si rimane delusi, beh devo dire che in questo caso fu quasi l'inverso, per me l'interpretazione di Forrest da parte di Tom Hanks penso sia stata la vera e l'unica che forse anche lo scrittore Winston Groom aveva sinceramente descritto.
Forrest Gump, un film del 1994 diretto da Zemeckis, tratta di un giovane semplice, forse leggermente con un poco di handicap mentale, ma un handicap confondibile data la sua grande disponibilità e elargizione d'amore, della sua semplicità e della sua irriconoscibile bontà, che è in procinto di rincontrare la sua amata Jemmy e mentre attende seduto su una panchina in attesa dell'autobus che lo porterà da lei, racconterà ad ognuno che si siederà vicino a lui, la sua rocambolesca, inimmaginabile, meravigliosa e estroversa vita da lui trascorsa fino ad adesso.
Un film che fa sognare ma anche un film che insegna quanto un pizzico di bonarietà in più, un pizzico di disponibilità e accettazione in più, e ho detto un pizzico, potrebbe cambiare il mondo e renderlo più sereno. Siamo schiavi di pregiudizi e retoriche, siamo invasi sempre più dalla fretta e dal correre quotidiano e dimentichiamo noi stessi e il prossimo a tal punto che non ci conosciamo e non conosciamo più nemmeno l'essere umano. Forrest Gump non ha questa furia, si è seduto su una panchina e nonostante abbia l'immenso desiderio di riabbracciare la sua amata, non si fa prendere dalla foga della cosa e con la pura tranquillità si abbandona a raccontare la sua vita a coloro (sorpresi loro stessi di cedere al parlare di questo sconosciuto) che si siedono frettolosi accanto a lui.
Un film e un libro da vedere e da leggere assolutamente, un grande Tom Hank e un grande scrittore Winston Groom

Roberto Busembai (errebi)

Immagini – Copertina del libro e locandina del film

BALLERINA DELLA VITA

Raccolta dentro il mio passato,
scarpe rosse come una ballerina,
tra il palco acceso e nei camerini,
sotto luci accese o in un corridoio,
platee invase, applausi limitati
sforzati, appesantiti,
raccolta dentro il mio volare
in punta di piedi, frivoli indumenti,
ballerini ospiti, colleghi,
alcuni amanti,
sotto miscelate maschere
musiche languide, evanescenti
imponenti sulle scale in gallerie,
palchi vuoti e
ancora applausi smorti.
Raccolta dentro il mio passato
ballerina della vita che
nel volo mi appartiene,
spesso poso l'ali
per sognare.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine: Xu Ming

mercoledì 30 gennaio 2019

SILENZIO E' NEVE

Silenzio è neve
quella caduta e sparsa,
quella che viene e passa,
quella che rimane
in ogni cosa o animale
fredda, ghiaccia e gela,
scivola a un raggio di sole
e muore sulle correnti aperte,
come nostalgia malata,
sopra una terrazza aperta
o in una vallata.
Silenzio è neve,
bianca dentro il cuore,
spruzza eterno amore
e nagiva nelle orme
lasciate al suo passaggio,
vuoto presagire,
leggera al primo vento
come fosse Aprile
e muore come l'inverno,
posandosi nel ricordo
nottetempo.
Silenzio è neve,
intorno e dentro.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine web

AL TRADITOR S'UCCIDA - NICCOLO' CAPPONI

Dalla pagina FB " Rileggendo"


Vorrei far menzione di un libro-saggio che ho letto alcuni anni or sono e che in un'ultima passeggiata fatta a Firenze ne ho avuto memoria, si tratta del “ Al traditor s'uccida” dello storico e professore Niccolò Capponi, che analizza in fare storico ma anche liberamente romanzato, la congiura de' Pazzi contro i fratelli Giuliano e Lorenzo Medici. Da questo fatto poi si spiegheranno gli eventi di tutta la storia in poi del quattrocento, che porterà a far capire quanto ci fossero mandanti ben più grossi e importanti dietro questo fatto criminoso.
La congiura de'Pazzi è una congiura verso gli allora dominatori della città di Firenze, i nobili Medici che sotto la guida del capostipite Cosimo, seppero costruire un potere non indifferente, naturalmente come tutti i poteri ci sono le buone e le cattive azioni, ci sono coloro che seguono e amano quel determinato potere e altri che invece, discordi per pensiero o per fattore d'invidia soprattutto economica ma anche di rispettabilità sociale, aspirano a togliere a quei tenutari il cosiddetto “scettro” dominatore.
Il 26 aprile del 1478 Giuliano e Lorenzo Medici si recano a messa nella Cattedrale di Santa Croce, sono eccitatissimi, quel giorno devono festeggiare il giovane cardinale Raffaele Sansoni Riario pronipote di Papa SistoIV. Quasi al termine della funzione alle grida di “Ah traditore! Franceschino de' Pazzi e Bernardo Bandini pugnalano a morte il vicino Giuliano de' Medici mentre Lorenzo, che era viene ferito al collo da due preti sicari, riesce a fuggire e a rinchiudersi in sacrestia. La città è in subbuglio.
La ferocia dell'attentato non sarà mai tanta quanta quella che avrà Lorenzo su gli esecutori e su tutta la famiglia intera de' Pazzi.
Da questo fatto eclatante verranno comunque fuori nomi molto in alto, che presumibilmente saranno considerati mandanti come ad esempio Federico da Montefeltro o il re di Napoli Ferrante d'Aragona compreso addirittura il Papa Sisto IV.
In questo libro-saggio viene analizzato momento per momento questo crimine a tal punto da descriverlo così bene che pare trovarsi in Santa Croce in quel momento, e il susseguirsi poi degli eventi che ne scaturiranno cercando sempre di conoscerne le verità, centellinando la storia del secondo quattrocento non solo Italiana ma Europea e il tutto sullo sfondo della storia di un contadino toscano, Cecco d'Andrea detto Veggio, che suo malgrado si trova a svolgere un ruolo importante di potere, più grande di lui.
Se avete occasione di leggerlo, vi assicuro che passerete dei momenti in cui vi identificherete in quei personaggi e vivrete quei momenti storici tanto lo scritto è semplice e scorrevole.
(errebi)
Immagine copertina libro

lunedì 28 gennaio 2019

L' OMBRA DI UNA ROSA

E' sempre fresca
quella rosa che hai
lasciato come ombra
sul mio cuore perso,
il suo profumo
sempre fresco aleggia
nella mente
e non smetto di pensare
quanto un vaso colmo d'acqua
la potrebbe alleviare.
E' sempre fresca
quella voglia insita dentro
come petali rossi
sparsi nel cadere
all'avvicinarsi dell'inverno,
è sempre fresca
come una foglia verde
su un ramo aperto
alla primavera di un amore.
E la rosa è dentro il cuore
e la mente torna
dove spesso un pensiero duole.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine web

VAN GOGH - I GIRASOLI



Dalla pagina FB "Arte in cornice"
Sulla scia del film ancora nelle sale “ Van Gogh – Sulla soglia dell'eternità” vorrei dedicare una mia attenzione a una serie di quadri, una serie tra le più famose e a parere mio tra le più incisive per capire il “delicato” carattere artistico di Vincent, “ I girasoli”.
I girasoli erano una vera mania per Van Gogh, ogni cosa di cui ne aveva particolarmente affetto, la disegnava, pitturava con i girasoli, per lui erano la forza, la vitalità la gioia, con annesso il loro colore primario e esistenziale per il maestro, il colore giallo.
Le serie di girasoli in definitiva sono due, quelli dipinti nel periodo che il pittore era residente a Parigi con il fratello Theo e gli altri quelli di Arles, li differenzia che i primi sono piantati a terra mentre gli altri sono quelli nel vaso.
C'è stato un periodo della vita di Van Gogh in cui ha vissuto ad Arles in una casa “ denominata poi la Casa Gialla, dal colore dominante che ne aveva dato il pittore, in cui Van Gogh ha convissuto insieme a un altro grande artista Paul Gauguin, ed è in questo periodo inizialmente felice, anzi per Vincent addirittura euforico, che per estraniare a fondo il suo sentimento ha desiderio di dipingere “girasoli” scrivendo addirittura al fratello di un proposito, quello di farne persino una decorazione per l'ambiente. E i girasoli dipinti sono davvero tanti ed ognuno viene regolarmente dichiarato nelle lettere al fratello. I rapporti di convivenza con Gauguin all'inizio sono soddisfacenti, a tal punto che i due arrivano a regalarsi e scambiarsi alcuni dei propri lavori, e tra questi ci sono anche due rappresentazioni di Girasoli. Ma nonostante il progetto iniziale tra i due di fondare un nuovo centro pittorico in quella piccola cittadina, i due sono caratterialmente diversi, bisogna anche comprendere che Van Gogh è particolarmente assorto nel suo mondo, tale da essere ossessionato dalla luce e dai colori della natura, una simbiosi con i doni della natura particolare, mentre l'altro artista è marcatamente più realista e eccentrico, tanto che poi i due arriveranno a litigarsi e a fronteggiarsi, ma il dolore più grande e al momento incomprensibile, è quello di Van Gogh che arriva persino a tagliarsi un orecchio sperando che Gauguin non se ne andasse, tanto ne era affezionato e ne dipendeva quasi come un bambino a una madre.
Ma ritorniamo ai Girasoli, e scrutiamo questi quadri con più cura, innanzitutto partiamo dal modo di dipingere di Vincent, lui non crea miscelature, lui ha una pittura d'impeto, sovrappone colori freschi su colori ancora non seccati, la sua è una pittura veloce perchè ha paura di perdere quel momento, quel particolare momento che la luce dona e scaturisce quel determinato effetto e colore. Ed è proprio questa mancanza di sfumature che rendono vivi e accesi i suoi colori e danno a chi li osserva, nel caso dei girasoli, la quasi certezza che siano freschi come appena colti.
La serie Parigina fu eseguita grazie anche a gli scambi che intercorsero, tra l'artista e Gauguin, tramite il fratello di Vincent, uno scambio che però fu bruscamente interrotto da Van Gogh in quanto gli parve che Gauguin chiedesse e pretendesse troppo, al punto da scrivergli direttamente che se non gli fosse bastato le tele che già aveva in possesso, lui Vincent gli avrebbe restituito ben volentieri la tela che gli era stata donata in cambio delle sue (di Van Gogh) che aveva in possesso.
Questi girasoli, diversi in quanto non più recisi ma nati proprio dal terreno, hanno la particolarità che sono si gialli, ma lo sfondo, blu e viola, non sono altro che tonalità complementari del suo amato giallo!

(errebi) Roberto Busembai
I girasoli del Museo Kroller Muller - I girasoli del Museo di Amsterdam

SAPERE AMARE

Umile come una farfalla
posandosi sul greto di uno scoglio,
s'inebria della brezza che si alza
godendo degli schizzi di una furtiva onda,
libera nel suo agitare d'ali
il sentimento che la coglie incerta,
sarebbe bello conoscere l'amore
per liberarlo in questa terra,
ma la farfalla sa soltanto volare
e librare le ali colorate,
lo fa istintivamente e non conosce
a quanti invece dona
una carezza di armonia nel cuore.
Umile poi riprende il suo volo
e lascia a te che sei solo
l'unica speranza di sapere amare
anche se pare che non lo sappia fare.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine web

SUI TUOI PROPRI PASSI

E quel respiro forte, chiaro ed emozionato, quel risolino acceso, brioso e spensierato, ritornano sui tuoi propri passi, come una primavera ...